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fatto da lavoratori che amano questa città! Per questo ci impegnamo per rendere efficiente la nostra azienda, perchè é l'azienda di tutti i romani!

Ieri

Come eravamo

Oggi

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Di giorno

Ci prendiamo cura della bellezza di questa città!

Di notte

Il nostro lavoro prosegue quando tutti dormono!

martedì 6 settembre 2016

Analisi e proposte sul rinnovo del CCNL

Punto per punto: un contratto da rigettare

Considerazioni e proposte USB

Su Orario di lavoro

L’aumento dell’orario di lavoro: un salto indietro di 40 anni.
Rappresenta la cessione di una parte del nostro tempo di vita a favore dell’azienda. Facendo riferimento alla paga di un lavoratore livello 3°A senza scatti di anzianità: 38 ore settimanali corrispondono a circa 8,6 ore in più al mese che equivarrebbero ad un costo di prestazione straordinaria per l’azienda di 131,80 euro, considerata la maggiorazione del 31% nel CCNL precedente. In cambio l’azienda ci compensa con 30 ore di permesso retribuito annuo, che corrispondono a 2,5 ore mensili ad un costo di 29,25 euro (calcolate sempre sul suddetto parametro 3°A). Ma, in uno slancio di magnanimità, a decorrere dal 1° gennaio 2018, i permessi salgono a 34 ore e cioè a 2,83 ore mensili, con un aggravio per l’azienda di 33 euro a fronte della perdita per il lavoratore di 131,80 euro. Il richiamo all’art.21 significa che il godimento dei permessi deve essere compatibile con le esigenze di servizio. Dei suddetti permessi non godranno il personale amministrativo, i lavoratori inidonei e gli assunti dopo il 31 dicembre 2016.
Il tempo dedicato a indossare e togliere gli indumenti, docce comprese, rimarrà al di fuori delle 38 ore, quindi a carico del lavoratore, malgrado numerose sentenze abbiano dichiarato l'illegittimità di tale comportamento. Tuttavia, i firmatari ci garantiscono che tale aumento dell’orario di lavoro non metterà a rischio la salvaguardia del posto di lavoro (sic!)
Gli Straordinari sottopagati
Le prime 75 ore, con una maggiorazione del 13%, e le seconde 75 ore al 20%, equivalgono a 2044,60 euro (riferite sempre al parametro 3°A) mentre, con le maggiorazioni del CCNL ancora in vigore, 150 ore ammontano a 2205,45 euro: quindi una perdita di 160,85 euro!
  • NOI SIAMO PER mantenere le 36 ore settimanali lavorative; includere nell'orario di lavoro il tempo tuta; aumentare la maggiorazione economica dello straordinario. Difendere la domenica come riposo settimanale dei lavoratori;

su Classificazione del personale

L’Introduzione del nuovo livello “S” (“ESSE” come sottopagato oppure elegantemente salario d’ingresso): si sfonda al ribasso la scala parametrale e si introduce una retribuzione inferiore al 1° livello del 10%. Livellamento a ribasso delle professionalità a cui era riconosciuto il 2° livello. I conducenti che utilizzano veicoli aziendali richiedenti la patente B potranno rimanere al 1° livello.
Al punto 3 ci promettono che amplieranno le mansioni ai livelli “S” e 1° per sbarrare gli avanzamenti professionali e l’incremento salariale del 2° livello.
  • NOI SIAMO PER rivedere l'inquadramento, inserendo passaggi automatici di livello, legati all'acquisizione di esperienza professionale. Contrastare il sottoinquadramento, con semplificazione e chiarimento dei profili e mansioni.

Su Permessi sindacali retribuiti

Quello della DEMOCRAZIA SINDACALE e dei DIRITTI DEI LAVORATORI è un tema importante, che non può essere considerato come “accessorio” del rinnovo contrattuale.
Ai componenti nazionali e territoriali delle OO.SS. verranno ridotti i permessi sindacali in una percentuale dello 8,4%, mentre alle RSU elette direttamente dai lavoratori (coi quali condividono attività e problematiche sul posto di lavoro, raccolgono e rappresentano direttamente le istanza sindacali nei confronti dell’azienda), i permessi sindacali sono decurtati del 50%. E’ chiara la volontà di allontanare i lavoratori dai tavoli di trattativa.I distaccati sindacali in aspettativa retribuita (come ad esempio i firmatari di questo capolavoro), che andranno in pensione entro il 30 giugno, possono stare


tranquilli perché non c’è pericolo di ritornare al lavoro, ma non potranno essere sostituiti.

NOI SIAMO PER: diritti sindacali estesi anche alle rappresentanze dei lavoratori che non firmano contratti a perdere. Il CCNL deve essere la riconquista degli strumenti e dei diritti di tutte le lavoratrici e lavoratori: - uguali diritti e pari dignità per tutte le OO.SS. presenti nelle aziende, a prescindere dal ruolo di firmatari o meno del CCNL;-esplicito diritto all’indizione di assemblee, contrattazione, informazione e referendum per ciascun eletto RSU; -esplicito diritto di tutti/e i lavoratori e lavoratrici a versare i contributi sindacali attraverso la trattenuta in busta paga al loro sindacato senza discriminazioni; -riconoscimento delle RSU quali agenti contrattuali effettivi; modalità certe di partecipazione delle RSU alle trattative nazionali; - reali consultazioni e voto vincolante dei lavoratori sia in fase di presentazione di piattaforme per il CCNL in quella di approvazione di un eventuale accordo; -possibilità per i lavoratori di riunirsi in azienda anche al di fuori dell’orario di lavoro;



su Malattia:

quando ammalarsi diviene una colpa e si paga “multa”! Non è dato ancora sapere a quanto ammonterà la penalizzazione economica della malattia. Nella normativa tuttora in vigore del CCNL si arriva progressivamente a una trattenuta di euro 30 ad evento per la malattia breve (fino a 5 giorni). L’impegno delle parti a una revisione della disciplina contrattuale ci preannuncia l’intenzione dichiarata di un aumento della trattenuta fino a 45euro.

L’abbassamento del tasso di assenza per malattia al di sotto del 4,7% non tiene conto delle patologie che caratterizzano spesso gli eventi morbosi nella nostra categoria e che non sono riconosciuti come malattia professionale. Lombosciatalgie, lombalgie, strappi e contratture muscolari, protrusioni e ernie del disco sono spesso le cause delle malattie brevi, conseguenza anche dell'introduzione della figura del mono operatore, lo spostamento e sopraelevazione dei carichi per gli operatori e della conduzione dei mezzi pesanti per gli autisti. L’eventuale aumento dell’Indennità Integrativa Speciale ( peraltro pagata dai lavoratori perché sta dentro all’incremento salariale di 120 euro) non compenserà le trattenute sulla malattia, considerando che la categoria è condannata a lavorare in strada fino all’età di 67 anni (per ora).

NOI SIAMO PER: applicazione di seri programmi e misure sul tema della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, prevedendo interventi sui mezzi inadeguati, sui carichi di lavoro, per gli indumenti. L'incremento degli infortuni e delle malattie professionali è collegato alla mancanza di investimenti nei mezzi e nelle attrezzature, spesso vecchi e fatiscenti, ai turni massacranti e agli straordinari obbligatori; la situazione peggiorerà con l’aumento orario previsto.

Malattia professionale/comporto: vi sono nel settore diverse attività indubbiamente usuranti che espongono i lavoratori a malattie professionali non riconosciute, con l’effetto di una sistematica espulsione di un numero sempre più consistente di lavoratori. Oltre al miglioramento delle condizioni su salute e sicurezza nel lavoro, si chiede di escludere questi casi dal computo delle malattie previste che portano al superamento del periodo di comporto. Occorre potenziare e rendere effettivo il diritto alla ricollocazione interna del personale con inidoneità (in questo senso il mantenimento nelle aziende delle attività di “contorno” è una appropriata valvola di sfogo per rispondere contemporaneamente a lavoratori usurati e qualità complessiva del servizio (si pensi a tutte le funzioni ispettive, di informazione e formazione della cittadinanza sul servizio raccolta....)



su Fondo di solidarietà di settore:

Visto l’irresponsabilità delle recenti modifiche pensionistiche, che rischia di parcheggiare in futuro una massa di anziani e non idonei nei posti di lavoro, la costituzione di un Fondo di solidarietà sarà un palliativo al rischio di trovarsi senza lavoro e pensione a causa di mancata ricollocazione per inidoneità o esuberi e licenziamenti che potrebbero derivare dai processi di privatizzazione. Stime ottimistiche parlano di un assegno di “accompagnamento finale” di 4-5000 euro (un piatto di lenticchie in attesa della pensione). Le sigle firmatarie saranno compensate con incarichi nel C.d.A. del Fondo.

NOI SIAMO PER: garantire la “strada maestra” degli strumenti – che vanno rafforzati – di sostegno al reddito; non si possono far finanziare ai lavoratori i processi di ristrutturazione e riorganizzazione delle aziende, né i costi di una scarsa, se non assente politica sulla sicurezza del lavoro. Siamo inoltre contrari alla continua diffusione di enti bilateriali, fondi e quant'altro

parcellizzi gli interventi di sostegno al reddito, che devono essere universali e garantiti per tutti i lavoratori e le lavoratrici.



su Adeguamento della regolamentazione
del diritto di sciopero:

DIRITTO DI SCIOPERO diritto negato e blindato: il previsto adeguamento della regolamentazione del diritto di sciopero recepirà la richiesta della Commissione di Garanzia di non proclamare astensioni dal lavoro di 48 ore a ridosso della domenica, come se non bastassero tutte le restrizioni della L.146.

Da anni i firmatari del CCNL sono complici e firmano accordi per le restrizioni del diritto di sciopero, ma poi rispondono all’incazzatura dei lavoratori che “vorrebbero ma non possono” perché la legge non permette di scioperare.

NOI SIAMO PER: rimuovere le attuali norme antisciopero e non certo introdurre ulteriori lacciuoli per renderlo inefficace, l’applicazione dei servizi minimi come regolati oggi rendono lo sciopero un diritto negato per i lavoratori dei servizi ambientali (arrivando al 50% se non oltre della forza lavoro), anche con la pratica del recupero nel giorno successivo tramite straordinario del lavoro non svolto. E'ovvio che le situazioni legate a salute e sicurezza pubbliche vanno salvaguardate, come è sempre stato nella storia del movimento dei lavoratori, anche nelle situazioni più dure di scioperi indetti nel passato.



SU parte economica:

Con l’incremento salariale di 120 euro lordi che ci vengono riconosciuti, rimborsiamo tutte le quote che le aziende ci versano sui fondi integrativi, oltre alle quote che mensilmente agli iscritti vengono trattenute in busta paga. Tutti “fortunati privilegi” che le OO.SS. ci hanno riservato, dopo aver rinunciato a salvaguardare le pensioni e contrastare i tagli alla sanità pubblica. In sostanza, oltre a versare contributi e pagare il fisco; ci ripaghiamo previdenza e assistenza sanitaria. I Fondi integrativi, e quindi i soldi dei lavoratori, rappresentano un sostanzioso guadagno per banche e assicurazioni e i loro C.d.A garantiscono incarichi lautamente retribuiti alle OO.SS.

Le quote Welfare di 30 euro vengono trattenuti a tutti i lavoratori, ma chi è affetto da grave patologia non può usufruire di FASDA perché il fondo, come tutte le assicurazioni, “non copre il rischio”.

Con euro 20 ci paghiamo l’aumento dell’Indennità Integrativa, e così l’aumento tabellare del salario si riduce a 70 euro lordi, che saranno diluiti nei prossimi 2 anni e mezzo.

Con l’importo Una Tantum di 200 euro, che corrispondono a 22,2 euro al mese hanno risparmiato sull’aumento tabellare degli ultimi 9 mesi. Nei precedenti 18 mesi , fra Una Tantum e AFM siamo costati ancora meno, 15 euro…….naturalmente tutto scaglionato.

NOI SIAMO PER: La questione salariale è e deve essere centrale nel rinnovo contrattuale: non possiamo accettare logiche collaborative che ingabbiano nei meccanismi di “produttività” e di “competitività” gli aumenti; a maggior ragione è da contrastare l’accettazione della riforma della contrattazione. Noi crediamo sia necessario ripristinare il concetto di salario come “elemento indipendente” dalle logiche aziendali e di mercato che non possiamo governare, ma che metta in valore la professionalità che viene espressa.

Nel concreto si tratta non solo di richiedere “aumenti considerevoli”, ma meccanismi di adeguamento automatico.

Collegata di fatto alla questione salariale, è la gestione contrattuale e concreta della classificazione del personale, con il forte fenomeno del sottoinquadramento. Va invertita la rotta: la classificazione non può divenire uno strumento di contenimento del costo del lavoro.

Aumenti retributivi. Richiesta a “recupero” delle perdite salariali con un aumento minimo che si individua nella misura di euro 250 (parametro 3A). Introduzione di un meccanismo di adeguamento/aumento automatico.

Lavoro straordinario. Riduzione dei tetti massimi dello straordinario con aumento del costo per l'azienda.

Banca Ore: piena volontarietà del lavoratore nella scelta di avvalersi o meno della banca ore.



Su Art. 6 CCNL vigente Dichiarazione a verbale

Se nelle premesse di un CCNL di categoria si recepiscono le modifiche legislative del Decreto Madia (che apre la via alle privatizzazioni dei servizi pubblici locali), il nuovo Codice degli Appalti (che

azzera tutte le clausole di salvaguardia a garanzia del posto di lavoro) , l’implementazione dei modelli organizzativi imposti dal mercato che reclamano competitività e flessibilità, è evidente la partita è persa in partenza. Infatti gli articoli 6-7-8, con tutti i loro limiti, imponevano un sistema di regole al mercato del lavoro perchè garantivano il posto di lavoro e il contratto più favorevole nel cambio d’appalto.

Su tutto ciò, le OO.SS. confermano, in caso di cambio d’appalto, l’applicazione del Jobs Act per tutti, tranne per chi è stato assunto prima del 6-3-2015, ma solo in via transitoria ed eccezionale e fino alla data di scadenza del presente CCNL (che comunque sottostaranno alla legge Fornero).

NOI SIAMO PER: Clausola sociale/appalti/esternalizzazioni.: sul tema dei cambi di gestione l’introduzione formale di “clausole di garanzia” nelle procedure di cambio di appalto o di esternalizzazione non ha prodotto le sufficienti garanzie di mantenimento delle condizioni di lavoro, piuttosto ha contribuito di fatto a “agevolare” processi di privatizzazione e frammentazione. E' necessaria l’esplicita applicazione dei passaggi diretti, con mantenimento di tutte le condizioni contrattuali e preventiva convocazione di tutte le organizzazioni sindacali a cui i lavoratori conferiscono mandato. PRECARIETA' ED ESTERNALIZZAZIONI: Eliminazione del lavoro precario, mediante esplicita richiesta di trasformazione dei contratti precari in rapporti di lavoro a tempo indeterminato (precariato “interno” alle aziende).

Prevedere l’assorbimento dei lavoratori degli appalti strutturali (aziende e cooperative) da parte dell’azienda appaltante (pubblica o privata), è evidente che nella maggior parte delle volte siamo di fronte a illecite “somministrazioni” di manodopera. Per i Part-time. Meccanismo stringente di consolidamento dell’orario effettivamente svolto (aumento dell’orario minimo settimanale) con riferimento ai 6 mesi di lavoro. Per i Contratti a tempo determinato: possibilità per le aziende di usufruire di contratti a termine solo a fronte di specifiche esigenze temporali legate ad un evento o relativamente ad un periodo di necessario aumento forza lavoro. Obbligo di assunzione dopo 12 mesi di lavoro anche non continuativo e comunque priorità nell'assunzione dei lavoratori a tempo determinato tramite specifiche graduatorie di riserva. Altri contratti precari (somministrazione, inserimento ...). se ne richiede chiaramente la trasformazione in contratti veri.


Su modifica dell’ Art. 8 CCNl vigente


la locuzione “il trattamento economico e normativo previsto dal CCNL del settore dei servizi ambientali" viene sostituita con "l'applicazione di uno dei due CCNL dei servizi ambientali specifici del settore stipulati dalle 00.SS. comparativamente più rappresentative". Resta invariata l'eccezione all’applicazione dei CCNL dei servizi ambientali prevista dall’art.8 lettera B: lasciano piena libertà sul CCNL da applicare senza obbligatorietà per quello più favorevole.


  • NOI SIAMO PER: definizione del contratto unico di settore, come CCNL da applicarsi obbligatoriamente da parte di tutte le aziende che operano nel settore dell'igiene ambientale. Occorre bloccare la logica del dumping contrattuale che si è sviluppata negli ultimi anni, conseguente alla firma tra associazioni padronali ed organizzazioni sindacali compiacenti di CCNL che hanno peggiorate le condizioni dei lavoratori e delle lavoratrici.

CONSIDERAZIONI FINALI


Se Confindustria canta vittoria definendo la firma del nuovo CCNL “una svolta DECISIVA nel panorama contrattuale italiano”, idem Utilitalia, significa che qualcun altro ha perso.


Per i lavoratori dell’Igiene Ambientale questo contratto rappresenta uno scandaloso salto indietro, perché:


aumenta l’orario di lavoro, abbatte i costi per il lavoro straordinario ed abbassa i livelli professionali.


riduce pericolosamente tutte le garanzie del posto di lavoro, a cominciare dall’applicazione del Jobs Act, fino ai cambi d’appalto che si preannunciano in tutto il settore. Con i Decreti Madia si apre definitivamente la strada alle privatizzazioni.


I rinnovi dei CCNL avvengono da anni in un contesto di privatizzazione e di equiparazione al ribasso tra Federambiente e FISE, ma il segno deve essere opposto, che parta dal recupero e mantenimento dei diritti “acquisiti” e dalla necessità di migliorare le condizioni dei lavoratori.


Al di là delle questione contrattuali peggiorate (ancora non definite le modifiche sui temi: contratti flessibili, mutamento delle mansioni, regolamentazione delle Rsu, carta di qualificazione del conducente ecc) o rimaste irrisolte, restano i decreti Madia, resta il JOB ACT a disposizione per tagliare le garanzie per i lavoratori, resta il rischio dumping contrattuale, restano le ulteriori concessioni e il passo indietro rispetto flessibilità, riduzione reale dei salari e mansioni. La sicurezza sul lavoro sarà di fatto messa a rischio dall’aumento dell’ orario e della flessibilità. Le flessibilità richieste saranno solo il “primo giro” delle richieste delle aziende anche private, perché non viene messa in discussione anzi viene avvallata la scelta di privatizzazione e finanziarizzazione di questi servizi pubblici.  



La partita va giocata fino in fondo ed è quella che USB porterà avanti:

  • Contro il Decreto Madia sui Servizi Pubblici Locali ,il Codice degli Appalti e il Job Act;
  • Per le reinternalizzazioni dei servizi, per clausole sociali più stringenti e per una effettiva tutela nei cambi appalto anche nei capitolati di gara;
  • Per difendere il potere d’acquisto dei salari con aumenti adeguati e reali in busta paga;
  • Contro la classificazione del personale al ribasso, per la riduzione dei passaggi parametrali;
  • Per l’aumento della maggiorazione economica dello straordinario. Per la difesa della domenica come riposo settimanale dei lavoratori;
  • Per maggiori tutele su salute e sicurezza e garanzie di ricollocazione del personale non idoneo, contro l’aumento dei carichi di lavoro;
  • Per i diritti sindacali estesi anche alle rappresentanze dei lavoratori che non firmano contratti a perdere.

Entro il 15 settembre l’ipotesi di accordo deve essere sottoposta a consultazione fra i lavoratori.


Conosciamo bene i metodi “disinvolti” che le OO.SS. metteranno in campo per garantire la ratifica della firma, perché si mette in gioco la legittimità della loro rappresentanza. Ma è importante che i lavoratori e le lavoratrici sappiano e siano consapevoli che se accetteranno questo accordo, i firmatari avranno mano libera per attaccare l’istituto della malattia, dello sciopero e del riposo settimanale della domenica ed, in estrema sintesi, contribuiranno alla distruzione del servizio pubblico così come si è sviluppato negli anni anche a seguito di importanti battaglie sostenute dagli operatori ed operatrici del settore.




PER QUESTO CHIEDIAMO A TUTTE E TUTTI DI VOTARE E SOSTENERE LE RAGIONI DEL NO NELLE ASSEMBLEE DI CONSULTAZIONE E FRA I LAVORATORI E LE LAVORATRICI



Chi lotta può perdere, chi non lotta ha già perso.




giovedì 11 agosto 2016

Punto per punto un contratto da rigettare

b) Orario di lavoro
A decorrere dalla data del 1° gennaio 2017 la durata settimanale dell’orario normale di lavoro è fissata in 38 ore.
L’introduzione del nuovo orario di lavoro settimanale di 38 ore sarà preceduta dalla seguente procedura tra le parti in ordine alla determinazione delle modalità di svolgimento dell’attività lavorativa nelle diverse e particolari condizioni lavorative: l’azienda invierà la documentazione necessaria alle RSU congiuntamente alle strutture territoriali delle organizzazioni sindacanti stipulanti fissando un Incontro entro 15 giorni dalla data di trasmissione. Il confronto si svilupperà nei successivi 15 giorni concludendosi comunque entro 30 giorni dall’inizio della procedura.
A totale compensazione dell'aumentato orario di lavoro, ai lavoratori in forza 31 dicembre 2016, escluso il personale di cui all'art. 17, comma 5 del D.lgs. n. 66/2003 ed i lavoratori cui l'azienda comunque non richieda il rispetto di un prestabilito orario di lavoro giornaliero, viene attribuito dal 1 gennaio 2017 monte ore annuo pro-capite di permessi retribuiti pari a 30 ore, da fruire con le modalità previste dall'articolo 21, lett. b, comma 1, fatta salva la misura oraria minima. A decorrere dallo gennaio 2018 il monte ore passerà a 34 ore annuali, con esclusione del personale amministrativo e dei lavoratori dei settori indiretti non operativi nonché dei lavoratori con ridotte capacità lavorative inidonei alle mansioni operative verificati In sede aziendale. Nel quadro dell’attuazione degli adempimenti previsti in relazione all'entrata in vigore del nuovo orario settimanale di lavoro, l'adozione dei più diversi provvedimenti organizzativi prevista dal piano aziendale garantirà la salvaguardia dei posti di lavoro. Le 38 ore settimanali vanno considerate al netto delle operazioni accessorie quali indossare o togliere gli Indumenti di lavoro, doccia ecc., che vengono effettuate oltre tale orario ed i cui tempi non sono computati ai fini del riconoscimento delle maggiorazioni contrattualmente previste per lavoro straordinario. Le prestazioni di lavoro straordinario diurno feriale sono compensate con la retribuzione individuale oraria maggiorata del 13% sulle prime 75 ore; 20% dalla settantaseiesima ora alla centocinquantesima ora; 33 % per le ore annue eccedenti la centocinquantesima ora. La durata massima dell'orario di lavoro, che potrà essere richiesta e dovrà essere prestata, è ridotta a 48 ore settimanali e 9 ore giornaliere.

Aumento dell’orario di lavoro: un salto indietro di 40 anni.
Rappresenta la cessione di una parte del nostro tempo di vita a favore dell’azienda. Ma considerando la realtà di chi ha grosse difficoltà ad arrivare a fine mese, è bene fare due conti, facendo riferimento alla paga di un lavoratore livello 3°A senza scatti di anzianità:
38 ore settimanali corrispondono a circa 8,6 ore in più al mese che equivarrebbero a un costo di prestazione straordinaria per l’azienda di 131,8euro considerata la maggiorazione del 31% nel CCNL precedente. In cambio l’azienda ci compensa con 30 ore di permesso retribuito annuo che corrispondono a 2,5 ore mensili ad un costo di 29,25euro calcolate sempre sul suddetto parametro 3°A. Ma in uno slancio di magnanimità a decorrere dal 1°gennaio 2018 i permessi salgono a 34 ore e cioè a 2,83 ore mensili, con un aggravio per l’azienda di 33euro a fronte della perdita per il lavoratore di 131,8euro.
Il richiamo all’art.21 significa che il godimento dei permessi deve essere compatibile con le esigenze di servizio.
Dei suddetti permessi non godranno il personale amministrativo, i lavoratori inidonei e gli assunti dopo il 31 dicembre 2016.

Il tempo dedicato a indossare e togliere gli indumenti compreso docce comprese, rimarrà al di fuori delle 38 ore, quindi a carico del lavoratore, malgrado numerose sentenze abbiano condannato tale scelta.

Tuttavia i firmatari ci garantiscono che tale aumento dell’orario di lavoro non metterà a rischio la salvaguardia del posto di lavoro (sic!)

Straordinari

Le prime 75 ore con una maggiorazione del 13% e le seconde 75 ore al 20% equivalgono a 2044,6euro riferite sempre al parametro 3°A, mentre con le maggiorazioni del CCNL ancora in vigore, 150 ore ammontano a 2205,45euro con una perdita di 160,85euro.

c) Classificazione del personale
1. Introduzione di un nuovo livello professionale "S" con retribuzione base inferiore all'attuale livello1°, cui attribuire nuovo parametro 90;
2. Ampliamento della declaratoria del livello professionale 1° dell’area spazzamento e raccolta ai lavoratori che utilizzano anche veicoli richiedenti il possesso della patente di categoria B.

3. Armonizzazione e adeguamento del sistema di classificazione alla luce delle novità dei punti 1 e 2 e nuove tecnologie e metodologie di lavoro.

Introduzione del nuovo livello “S” (“esse” come sottopagato oppure elegantemente salario d’ingresso) che sfonda al ribasso la scala parametrale e una retribuzione inferiore al 1° livello del 10%. Livellamento a ribasso delle professionalità a cui era riconosciuto il 2° livello. I conducenti che utilizzano veicoli aziendali richiedenti la patente B potranno rimanere al 1° livello.

Al punto 3 ci promettono che amplieranno le mansioni ai livelli “S” e 1° per sbarrare gli avanzamenti professionali e l’incremento salariale del 2° livello.


d) Permessi sindacali retribuiti

Il monte ore annuo di permessi sindacali retribuiti previsto dall'art. 57, lett. C) a far data dallo gennaio 2017 sarà pari a 5,5 ore per il numero dei dipendenti in forza alla data del 10 gennaio di ciascun anno. Il monte ore previsto dall'art. 57 lettera B) a far data dal 1° gennaio 2017 sarà pari ad un’ora per il numero dei dipendenti in forza alla data dello gennaio di ciascun anno.

II personale in aspettativa retribuita per motivi sindacali di cui alla lettera E) dell'art. 57) del CCNL alla data del 1 luglio 2016 che maturi entro il 30 giugno 2019 del presente contratto i requisiti per il diritto al trattamento pensionistico non verrà sostituito.

Ai componenti nazionali e territoriali delle OO.SS. verranno ridotti i permessi sindacali in una percentuale dello 8,4%, mentre alle RSU elette direttamente dai lavoratori, con cui ne condividono l’attività e le problematiche sul posto di lavoro, raccolgono e rappresentano direttamente le istanza sindacali nei confronti dell’azienda, i permessi sindacali sono decurtati del 50%. E’ chiara la volontà di allontanare i lavoratori dai tavoli di trattativa.

Per i distaccati sindacali in aspettativa retribuita ( come ad esempio i firmatari di questo capolavoro), che andranno in pensione entro il 30 giugno, possono stare tranquilli perché non c’è pericolo di ritornare al lavoro, ma non potranno essere sostituiti.
e) Malattia
Le parti si impegnano a revisionare la disciplina contrattuale delle malattie di breve durata al fine di contenere e ridurre tali assenze e comunque non superare il dato medio di assenteismo del 4,7%. La definizione del nuovo sistema contrattuale dovrà intervenire entro e non oltre il 31 dicembre 2016; a tal fine le parti convengono che la corresponsione dell’aumento dell'indennità Integrativa speciale di cui all'art. 32. lett. L) del CCNL previsto dal presente accordo con decorrenza 1 gennaio 2017, sia comunque contestuale all'entrata in vigore della suddetta nuova regolamentazione. In ogni' caso la corresponsione avverrà non oltre il 31 maggio 2017.
Non c’è dato ancora sapere a quanto ammonterà la penalizzazione economica della malattia.
Nella normativa tuttora in vigore del CCNL si arriva progressivamente a una trattenuta di euro 30 ad evento per la malattia breve (fino a 5 giorni). L’impegno delle parti a una revisione della disciplina contrattuale ci preannuncia l’intenzione dichiarata di un aumento della trattenuta fino a 45euro.
L’abbassamento del tasso di assenza per malattia al di sotto del 4,7% non tiene conto delle patologie che caratterizzano spesso gli eventi morbosi nella nostra categoria e che non sono riconosciuti come malattia professionale. Lombosciatalgie, lombalgie, strappi e contratture muscolari, protusioni e ernie del disco sono spesso le cause delle malattie brevi, conseguenza dello spostamento e sopraelevazione dei carichi per gli operatori e della conduzione dei mezzi pesanti per gli autisti. L’eventuale aumento dell’Indennità Integrativa Speciale ( peraltro pagata dai lavoratori perché sta dentro all’incremento salariale di 120euro ) non compenserà le trattenute sulla malattia considerando che la categoria è condannata a lavorare per strada fino all’età di 67 anni (per ora).
f) Fondo di solidarietà di settore
Le Parti concordano l'istituzione del Fondo di solidarietà di settore finalizzato prioritariamente all'esodo, che presumibilmente entrerà in Vigore da luglio 2018 ovvero dalla data prevista nei provvedimenti autorizzatori da parte delle autorità competenti e per la cui disciplina si rimandano ad un apposito incontro. Se le Parti non troveranno o sarà impossibile istituire il Fondo si incontreranno per destinare le risorse assegnate al fondo ad altri istituti welfare contrattuale.
Visto l’irresponsabilità delle recenti politiche sulle pensioni che rischia di parcheggiare in futuro una massa di anziani e non idonei nei posti di lavoro, la costituzione di un Fondo di solidarietà sarà un palliativo al rischio di trovarsi senza lavoro e pensione a causa di mancata ricollocazione per inidoneità o esuberi e licenziamenti che potrebbero derivare dai processi di privatizzazione.
Stime ottimistiche parlano di un assegno di “accompagnamento finale” di 4-5000euro (un piatto di lenticchie in attesa della pensione).
e sigle firmatarie saranno compensate con incarichi nel C.d.A. del Fondo.
g) Adeguamento della regolamentazione del diritto di sciopero
Le Parti si danno reciprocamente atto della necessità di procedere alla modifica del regolamento dell'esercizio del diritto dì sciopero e al tal fine si impegnano a predisporre una proposta condivisa, entro e non oltre il 31 dicembre 2016 da sottoporre alla competente Commissione. Resta comunque inteso che nei tempi indicati le proposte delle parti saranno trasmesse alla competente Commissione d' Garanzia.
L’adeguamento della regolamentazione del diritto di sciopero recepirà la richiesta della Commissione di Garanzia di non proclamare astensioni dal lavoro di 48 ore a ridosso della domenica, come se non bastassero tutte le restrizioni della L.146.
Da anni sono complici e firmano accordi per le restrizioni del diritto di sciopero, ma poi rispondono all’incazzatura dei lavoratori che “vorrebbero ma non possono” perché la legge non gli permette di scioperare.
h) parte economica
L’incremento complessivo di 120 euro lordi a regime, in considerazione di quanto previsto nei precedenti punti del presente accordo, viene così suddiviso:
1. aumento tabellare: 70 euro lordi a parametro 3°, di cui:
  • 1° agosto 2016 : 25 euro
  • 1° luglio 2017: 25 euro
  • dicembre 2018: 20 euro
2. indennità integrativa (art. 32 CCNL) : 20 euro lordi, con decorrenza 1° gennaio 2017, salvo quanto previsto al precedente punto e)
3. quote Welfare: 30 euro di cui:
- aumento del contributo Fasda: 9 euro dal 1° aprile 2017
- aumento del contributo Previambiente: 10 euro dal 1° ottobre 2016
- aumento del contributo Rubes Triva: 1eurodal 1° gennaio 2017
- contributo di finanziamento del Fondo di solidarietà bilaterale da costituirsi a norma dell'art.26
del D. Lgs. n. 148/2015: 10 euro dal 1° luglio 20 18
Ai lavoratori In servizio alla data di sottoscrizione del presente verbale, viene riconosciuto un importo
Una Tantum di 200euro lordi, non parametrati, ad integrale copertura della vacanza contrattuale, pertanto dal 10.11.2015 fino alla data del 31 luglio 2016, così riconosciuti: 100 euro lordi ad agosto 2016 e 100euro lordi a gennaio 2017. Ai lavoratori assunti successivamente allo novembre 2015 l'importo Una Tantum è corrisposto in misura proporzionale ai mesi di servizio prestati dalla data di assunzione alla data di effettiva vigenza del presente Verbale. A tal fine, le frazioni di mese di servizio pari o superiori a 15 giorni sono computate come mese Intero, trascurandosi quelle inferiori. II compenso spettante ai termini dei precedenti commi è proporzionalmente ridotto al personale con contratto di lavoro a tempo parziale, in relazione alla ridotta prestazione lavorativa. Il suddetto compenso non è utile ai fini di alcun istituto contrattuale e/o legale. Il compenso in parola non matura per i periodi di assenza che non danno diritto a retribuzione.
Con l’incremento salariale di 120 euro lordi che ci vengono riconosciuti, rimborsiamo tutte le quote che le aziende ci versano sui fondi integrativi oltre alle quote che mensilmente agli iscritti vengono trattenute in busta paga. Tutti “fortunati privilegi” che le OO.SS. ci hanno riservato dopo aver rinunciato a salvaguardare le pensioni e contrastare i tagli alla sanità pubblica.
In sostanza oltre a versare contributi e pagare le tasse allo Stato, Regioni e Comuni, ci ripaghiamo previdenza e assistenza sanitaria. I Fondi integrativi e quindi i soldi dei lavoratori rappresentano un sostanzioso guadagno per banche e assicurazioni, e i loro C.d.A garantiscono incarichi alle OO.SS.

Le quote Welfare di 30euro vengono trattenuti a tutti i lavoratori ma chi è affetto da grave patologia, non può usufruire di FASDA perché come tutte le assicurazioni “non coprono il rischio”.
Con euro 20 ci paghiamo l’aumento dell’Indennità Integrativa, e così l’aumento tabellare del salario si riduce a 70 euro lordi che saranno diluiti nei prossimi 2 anni e mezzo.
Con l’importo Una Tantum di 200 euro, che corrispondono a 22,2 euro al mese hanno risparmiato sull’aumento tabellare degli ultimi 9 mesi. Nei precedenti 18 mesi , fra Una Tantum e AFM gli siamo costati ancora meno, 15 euro…….naturalmente tutto scaglionato.
i)Art. 6 CCNL vigente
Dichiarazione a verbale

Ferma restando l'applicazione delle normative di legge vigenti in materia di avvicendamento di imprese nella gestione dell’appalto/affidamento di servizi del ciclo integrato dei rifiuti e fatta salva l'entrata in vigore di nuove normative in materia, a seguito di subentro di una nuova impresa, le aziende di cui all’art.6 del CCNL riconoscono, per quanto di competenza, al solo personale già in servizio alla data del 6.03.2015, in via transitoria ed eccezionale e fino alla data di vigenza del presente CCNL, il regime sanzionatorio di cui all'art. 18 della L. 300/1970 come modificato dalla legge 92/2012 nell’ipotesi di licenziamento individuale.

I) Art. 8 CCNl vigente . I
Le parti concordano di eliminare dal comma 1 lettera d) la locuzione “il trattamento economico e normativo previsto dal CCNL del settore dei servizi ambientali" sostituendolo con "l'applicazione di uno dei due CCNL dei servizi ambientali specifici del settore stipulati dalle 00.SS. comparativamente più rappresentative". Resta invariata l'eccezione all’applicazione dei CCNL dei servizi ambientali prevista dall’art.8 lettera B
Se nelle premesse di un CCNL di categoria si recepiscono le modifiche legislative del Decreto Madia che apre la via alle privatizzazioni dei servizi pubblici locali; si recepisce il nuovo del Codice degli Appalti che azzera tutte le clausole di salvaguardia a garanzia del posto di lavoro; si recepisce l’implementazione dei modelli organizzativi imposti dal mercato che reclamano competitività e flessibilità, la partita è persa in partenza. Infatti gli articoli 6-7-8, con tutti i loro limiti, imponevano un sistema di regole al mercato del lavoro perchè garantivano il posto di lavoro e il contratto più favorevole nel cambio d’appalto.
Su tutto ciò le OO.SS. confermano, in caso di cambio d’appalto, l’applicazione del Jobs Act per tutti, tranne per chi è stato assunto prima del 6-3-2015 ma solo in via transitoria ed eccezionale e fino alla data di scadenza del presente CCNL (che comunque sottostaranno alla legge Fornero), e lasciano piena libertà sul CCNL da applicare senza obbligatorietà per quello più favorevole.

Considerazioni finali:
Se Confindustria canta vittoria definendo la firma del nuovo CCNL “una svolta DECISIVA nel panorama contrattuale italiano”, idem Utilitalia, significa che qualcun altro ha perso.
Per i lavoratori dell’Igiene Ambientale questo contratto rappresenta uno scandaloso salto indietro, perché:
  • aumenta l’orario di lavoro, abbatte i costi per il lavoro straordinario e abbassa i livelli professionali.
  • riduce pericolosamente tutte le garanzie del posto di lavoro, a cominciare dall’applicazione del Jobs Act fino ai cambi d’appalto che si preannunciano sul tutto il settore. Con i Decreti Madia si aprono definitivamente la strada alle privatizzazioni.
Entro il 15 settembre l’ipotesi di accordo deve essere sottoposta a consultazione fra i lavoratori, conosciamo bene i metodi truffaldini che le OO.SS. metteranno in campo per garantire la ratifica della firma, perché si mette in gioco la legittimità della loro
rappresentanza. Ma è importante che i lavoratori sappiano e siano consapevoli che se accetteranno questo accordo, i firmatari avranno mano libera per attaccare l’istituto della malattia, dello sciopero e del riposo settimanale della domenica.

Invitiamo tutti i lavoratori a costituire i comitati per il no e a raccogliere le firme per il no all’accordo in tutti i posti di lavoro.

Chi lotta può perdere,
chi non lotta ha già perso.


venerdì 5 agosto 2016

Circa i comunicati dei sindacati confederati.....

Vogliamo pubblicare un'appassionata lettera ricevuta da un collega sul comportamento dei sindacati confederati e che dovrebbe far riflettere......
Leggetela.... ne vale la pena!



I loro sterili e patetici comunicati non denotano ne cambi di marcia ne eventuali proposte alternative.
Rafforzano invece l'idea della loro premeditazione e complicità nell'indurre e veicolare i lavoratori, come fossero un branco di tonni in una rete senza uscita.
UNA MATTANZA IN PIENA REGOLA..!!!
Non vogliono ricordare ai lavoratori e ai cittadini gli scempi che in questi decenni hanno causato insieme ai loro  dirigenti e politici di turno balordi.
Riducendo l'AMA e ROMA IN UN PORCILE di cui si dovrebbero vergognare. Mentre loro si stanno assicurando doppi stipendi e doppi contributi nei vari enti come previambiente, fasda, ipa ed altri fondi, di più  che dubbia natura sociale.
Dopo il decurtamento pirata del 40% dei nostri naturali contributi pensionistici, l'abbattimento della sanità pubblica senza colpo ferire, i famosi sindacalisti,politici,dirigenti di questo paese...promuovono il modello imperialista e liberista fatto di assicurazioni sanitarie private, pensioni integrative private, contratti a perdita TOTALE dove vendere i LAVORATORI a costo zero, e AZIENDE dal potenziale illimitato  come quella nostra che trattano rifiuti, quelle del gas, acqua ed energia al prezzo di 2 euro.
Tutto questo ovviamente viene fatto con i nostri soldi ed i nostri sacrifici, che andranno ad ingrassare i padroni di niente !
Alla faccia della costituzione, del popolo sovrano, dello statuto dei lavoratori.... conquistati col sangue della guerra e poi delle lotte dure di lavoratori e studendi per il bene sociale di TUTTI !
E' bene ricordare che dopo quelle faticose  lotte che sono costate anche morti, eravamo diventati un modello di società mondiale, dove paesi illustri e all'avanguardia venivano come dei timidi pivelli a studiare come mai fosse possibile far coesistere tutto ciò.
Non solo abbiamo insegnato come si potesse vivere senza sfruttare il prossimo, ma addirittura molte famiglie di quegli illustri e già ricchi paesi venivano di gran voglia a vivere da noi e a far crescere i propri figli in quella che non molti anni fa era considerata una culla di ricchezza democratica, storica, di ricerca medico scientifica, scolastica...ecc...ecc..
Non è strano tutto ciò?
E come se qualcuno ci avesse buttato dentro un brutto sogno da cui non risvegliarsi più e non ricordarsi più chi eravamo, chi siamo e di quello, che di grandioso siamo stati capaci di fare e di ciò che potremmo fare !
Quando non sapevano più che pesci (tonni) prendere hanno iniziato la loro opera di destabilizzazione forzata, con le stragi e gli inquinamenti sociopolitici fino ad arrivare ai giorni nostri con modelli di vita spazzatura e lavaggi programma
tici e revisionistici della nostra storia reale.
Secondo me...è   ancora tutto li ! come ce lo ha lasciato chi ci ha preceduto,"la costituzione, lo statuto, lo stato di diritto che ci spetta", è tutto li a portata di mano pronto e più  vivo che mai.....basterà solo che tutti noi, ci si svegli da questo brutto sogno che troppo caro ci è  già  costato e caro ci costerà.
Tutti dovrebbero leggere questo...Non perché l'ho scritto io ma perché l'ha scritto col sangue qualcuno che è  venuto prima di noi.

giovedì 4 agosto 2016

Alessandro Solidoro e' il nuovo a.d. di AMA








Laureato alla Bocconi, padre di quattro figli, presidente dell’ordine dei commercialisti di Milano è specializzato in crisi di impresa, questo l’uomo scelto dal Campidoglio per guidare Ama, la municipalizzata dei rifiuti di Roma.
 La scelta di Solidoro come amministratore unico, dopo le dimissioni irrevocabili di Daniele Fortini la cui gestione non stava dando risultati, è stata una scelta quasi obbligata per due motivi: uno perché si aveva bisogno di una figura di alto profilo capace di un risanamento finanaziario dell’AMA che già ha un buco di circa 600 milioni di euro lasciato in eredità dalle precedenti amministrazioni, figura che all’interno dell’azienda non c’è. Due perché è stato l’unico curriculum di tale alto profilo pervenuto alla commissione consiliare Ambiente.
Subito si è scatenata l’opposizione nei confronti della giunta Raggi, innescando immediatamente quel vecchio sistema di sciacallaggio politico proclamando tramite i propri giornali pagati con i contributi di noi tutti cittadini, che il nuovo amministratore delegato è stato scelto per dismettere l’AMA. Qualcuno ha detto: “ Ci state proponendo una persona esperta di fallimenti ! “ Ben venga ! dal momento che esiste un deficit catastrofico le cui conseguenze portano spesso al fallimento, allora é la persona giusta forse per evitarlo questo fallimento dal momento che la Raggi sin dalla campagna elettorale ha sempre ribadito che l’AMA resterà un’azienda pubblica!
E’ importante che AMA rimanga pubblica, perché se ri-efficentata, i soldi prodotti andranno ad abbassare le tasse dei romani!
Così sterili le polemiche delle opposizioni che si lamentano che Solidoro non sia un esperto di rifiuti! Solidoro ci sta per il risanamento economico che è quello che soprattutto serve dopo gli scempi ed i soldi spesi male ed in taluni casi rubati in appalti, per quanto riguarda la gestione tecnica…..esistono i tecnici!
Auguriamo un buon lavoro alla giunta Raggi all’assessora Paola Muraro ed al nuovo A.D. Alessandro Solidoro e credo sia l’ augurio della gran parte dei lavoratori AMA.
L'augurio infine che con il nuovo corso, l’azienda voglia stringere relazioni industriali più solide con noi della USB per un proficuo risanamento ed efficientamento di questa importantissima azienda deputata alla pulizia di una città altrettanto importante come Roma.