Il nostro è un sindacato costruttivo
fatto da lavoratori che amano questa città! Per questo ci impegnamo per rendere efficiente la nostra azienda, perchè é l'azienda di tutti i romani!
Ieri
Come eravamo
Oggi
Una figura che ancora ci accompagna nel segno della tradizione
Di giorno
Ci prendiamo cura della bellezza di questa città!
Di notte
Il nostro lavoro prosegue quando tutti dormono!
martedì 11 marzo 2014
22:19:00
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"L'Ama non è il vostro bancomat"
"Presidente Fortini, manda giù i dirigenti, ce servono gli scopini!".È l'appello ironico al presidente dell'Ama Daniele Fortini, da parte dei lavoratori dell'azienda, in presidio organizzato dall'Usb davanti alla sede di via Calderon de la Barca. Circa trenta partecipanti, con lo striscione "I lavoratori hanno già dato" e cartelli tra cui "L'Ama non è il vostro bancomat", "È da 20 anni che fate dell'Ama la vostra azienda privata", "Diritti, dignità, trasparenza", chiedono al vertice della partecipata di rimuovere i dirigenti. "Il risanamento di Ama passa per il risanamento della sua classe dirigente - afferma Giovanni Belluomo, autista Ama e delegato Usb - perciò abbiamo chiesto a Fortini un nuovo incontro oggi, perché l'azienda continua a essere un bancomat per politici e imprenditori che ai livelli più alti hanno sistemato parenti e amici, dall'amministrazione Rutelli in poi, con un peggioramento sotto Alemanno". L'accusa ai dirigenti è anche di incapacità: "Il porta a porta è improvvisato, solo l'intervento dell'assessore all'Ambiente Estella Marino ha sbloccato a ottobre i 2.000 trasferimenti per iniziare il porta a porta". Il tutto, attacca, "mentre ci sono 750 milioni di debiti e gli impianti sono sommersi dall'immondizia". Il sospetto, "rafforzato dall'attacco della stampa nei confronti prima di Atac e poi di Ama - nota Belluomo - è di voler mandare in fallimento l'azienda per privatizzare e spacchettare, secondo quanto previsto dal decreto 'Salva Roma'". Qualcosa che per l'esponente Usb è già in corso: "Sono le società di consulenze esterne le responsabili dei fallimenti del porta a porta e degli altri modelli 'mattonella' e 'duale'"
martedi 11 marzo 2014
http://www.paesesera.it/Header/Multimedia/La-foto-del-giorno/L-Ama-non-e-il-vostro-bancomat
venerdì 7 marzo 2014
12:11:00
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GIÙ LE MANI DAI SERVIZI PUBBLICI LOCALI!
Mentre il palcoscenico mediatico è occupato dalle vicende politiche, caduta di Letta ascesa di Renzi, il super-commissario Cottarelli, uomo del Fondo Monetario Internazionale, ha elaborato la ricetta per tagliare la spesa pubblica di 5 miliardi di euro nel 2014 e di complessivi 32 miliardi nei prossimi tre anni.Oltre che sui dipendenti pubblici, la scure si abbatterà con particolare virulenza sulle aziende a capitale totalmente pubblico o misto pubblico/privato, controllate o partecipate da Regioni, Province, Comuni, Comunità Montane e, a cascata, sugli appalti pubblici.
Sono le aziende fornitrici dei servizi pubblici locali, trasporti luce gas acqua, farmacie tanto per citarne solo alcune, in tutto 7.065, che secondo la commissione alla Spending Review pesano ben oltre il 4% sul PIL.
Sono le stesse aziende il cui costo complessivamente negli ultimi dieci anni è aumentato del 49,2% contro il 14,9% della media degli altri paesi con rincari pesantissimi sulla spalle dei cittadini e lavoratori utenti.
Potrebbe quindi fare facile presa sull’opinione pubblica la proposta di privatizzarle allo scopo di ridurre il debito pubblico, come ci ricorda ogni giorno la Commissione Europea e la Banca Centrale Europea.
Peccato che Il nostro paese abbia già conosciuto enormi processi di privatizzazione: dal 1985 al 2012 sono passate ai privati aziende pubbliche per un valore pari a 157 miliardi di euro, un record tutto italiano con il regalo dell’Alfa Romeo alla FIAT, della Telecom ai famosi capitani coraggiosi, della Soc. Autostrade a Benetton, dell’ALITALIA ai patrioti capitanati da Colaninno, con i risultati noti a tutti: speculazioni fortunate per loro, fallimenti e migliaia di posti di lavoro distrutti, licenziamenti, degrado dei servizi e aumenti delle tariffe per tutti noi!
Ma quello che dimostra come il discorso sulle privatizzazioni nulla abbia a che fare con la riduzione del debito pubblico è il fatto che esso, dal 1992, anno della fase più massiccia delle privatizzazioni, al 2012 è passato da 850 miliardi di euro a più di 2100 miliardi!
Questi dati chiariscono il vero scopo delle privatizzazioni: dare ossigeno e soccorrere il sistema produttivo e finanziario italiano che non è in grado di competere a livello internazionale, avendo da anni scelto di arraffare il più possibile profitti senza curarsi di rischiare in proprio, di migliorare i servizi, andando alla ricerca del facile guadagno fino al limite massimo dello sfruttamento e del basso costo del lavoro, oggi battuto su questa strada dai paesi ad economie emergenti.
Imprenditori bollettari dunque che cercano di continuare a macinare profitti là dove, senza rischi, il guadagno è certo: tutti infatti siamo costretti a pagare salatissime bollette, poiché non possiamo fare a meno dei servizi pubblici essenziali.
Cottarelli ha chiarito ormai molto bene la ricetta per le società controllate/partecipate: privatizzazioni, fusioni, fino alla soppressione rapida di quelle inutili o non strettamente legate ad un interesse pubblico.
L’analisi dei dati forniti dalla stessa commissione fa giustizia di un’opinione che in questi anni ha fatto presa anche su tanti lavoratori: se la gestione pubblica non funziona meglio il privato.
Ma se su 7.065 aziende, 6.104 sono a capitale misto, vedono cioè la partecipazione dei privati nella stragrande maggioranza dei casi con quote superiori al 50%, questo discorso dimostra tutta la sua natura fasulla e ideologica.
Si dice che i circa 2 miliardi e 200 milioni di perdite all’anno non possono più pesare sul bilancio complessivo dello Stato, che le aziende pubbliche debbono produrre profitti, a lor signori non basta neppure il pareggio; ma non è per avere servizi sociali pubblici che paghiamo le tasse più alte della zona euro, oltre a tariffe salate che non sono certo diminuite dopo le privatizzazioni già effettuate?
Certo non siamo qui a difendere le gestioni che hanno portato allo sfascio molte di queste aziende, pesantemente condizionate da scelte politiche e interessi privati, da speculazioni, corruzione, clientelismo e interessi criminali, ma non possono essere certo i lavoratori e le lavoratrici a pagare per colpe non loro.
Eppure sembra essere questo l’approdo dei lavori della Commissione alla Spending Review: scartata l’ipotesi di assunzione negli Enti Pubblici, sottoposti anch’essi a pesanti tagli, la sola strada prevista è quella che porta direttamente a migliaia di licenziamenti. Infatti per queste aziende non c ‘è diritto alla cassa integrazione e, per molte di esse, il processo di privatizzazione si presenta arduo se prima non passano per pesanti e dolorose cura dimagrante: riduzione delle prestazioni ai cittadini e, soprattutto, riduzioni di personale e del costo del lavoro, cioè tagli ai salari per chi rimane.
Davvero vogliamo assistere a questo massacro senza reagire? Davvero vogliamo sottostare ai diktat europei che stanno portando il nostro paese ad un immiserimento mai conosciuto da quarant’anni a questa parte, in nome di feticci, i parametri contenuti nei trattati, che non hanno alcun fondamento reale?
Alziamo la testa, impediamo che tutti questo si realizzi.
Partecipiamo alla manifestazione contro la Spending Review con l’Unione Sindacale di Base.
14 marzo 2014
Manifestazione Nazionale
contro la Spending Review
Roma ore 11.00 CORTEO
Manifestazione Nazionale
contro la Spending Review
Roma ore 11.00 CORTEO
da Piazzetta Vidoni a Montecitorio
NO A PRIVATIZZAZIONI
NO A LICENZIAMENTI
NO AL TAGLIO DEI SALARI
12:05:00
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Poltrone
in pelle e stipendi secretati!
Via
Calderon de la Barca
è
diventato un posto al sole per quanti in questi anni sono stati
“baciati” dall’indagato e accusato Panzironi. E’ “la lista
dei 41” a cui non è bastata la sistemazione ad alti livelli, hanno
anche le buste paga secretate e godono di stipendi maggiorati che in
alcuni casi superano le già ricche retribuzioni dei Direttori. Sono
decine di figure professionali, non licenziabili, di cui il
Presidente Fortini ha promesso di valutare le capacità e curare
l’eventuale formazione (oltre al danno anche la beffa). Con
arroganza gestiscono trasferimenti, appalti, consulenze, soldi e
favori vari. Insomma una bella “società dei magnaccioni” che con
la complicità di qualche sigla sindacale continua a saccheggiare
l’AMA.
…e
i lavoratori?
Il
presidente Fortini l’ha già detto ai sindacati: i lavoratori
dovranno incrementare la produttività, ridurre le assenze e fare
qualche sacrificio per coprire i 750 milioni di debito di AMA e i 30
milioni di interessi annui pagati alle banche.
Per
anni le aziende partecipate del Comune di Roma sono state un bancomat
per politici, imprenditori, amici e parenti. Adesso, sotto la
minaccia di svendita al privato e con la complicità di qualche
giornalista prezzolato al servizio di chi ha partecipato alla
mangiatoia clientelare, presentano il conto ai lavoratori e ai
cittadini.
Giovedì
6 marzo ore 16,30
CORTEO
da P.za Bocca della Verità al Campidoglio
I
LAVORATORI DI AMA, ATAC, ACEA E DEL COMUNE DI ROMA
UNITI
NELLA GIORNATA
DELL’ORGOGLIO
CAPITOLINO!
Martedì
11 marzo ore 11,30
Via
Calderon de la barca
PRESIDIO
di protesta per chiedere:
- Azzeramento dell’intero management di AMA.
- Rimozione dei “41” dagli incarichi di responsabilità.
- Cancellazione dei superminimi e riduzione drastica delle remunerazioni dell’intera classe dirigente.
martedì 18 febbraio 2014
mercoledì 12 febbraio 2014
17:11:00
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DEGLI IMPIANTI E DEGLI STABILIMENTI DELL’AMA!
Da tempo stiamo denunciando la situazione di pericolo presente negli impianti dell’AMA. – dichiara Maria Teresa Pascucci dell’esecutivo provinciale USB – Dopo aver segnalato le difficoltà manifestate dai lavoratori dello stabilimento di Via Salaria, ieri mattina un delegato RSU insieme ad un rappresentante dei lavoratori per la sicurezza sono andati a verificare lo stato dell’impianto multimateriale di Via Laurentina, che era stato fermato dopo le lagnanze dei lavoratori, perché pieno di scarti maleodoranti e pericolosi.
La situazione è molto grave – continua Pascucci – e rappresenta un pericolo concreto per la salute e la sicurezza dei lavoratori, che peraltro subiscono intimidazioni continue se si ribellano a questa situazione. Nel 2011 avevamo già segnalato alla Procura, all’Ispettorato del Lavoro e alla ASL la carenza di sicurezza dello stabilimento di Pomezia, ottenendo delle ispezioni e in seguito l’avvio dei lavori di ristrutturazione, ma è inspiegabile come dopo questi lavori possano ancora permanere rischi per la sicurezza e la salute degli operatori.
È evidente come l’avvio spinto della raccolta differenziata, contemporaneamente alla chiusura del sito di Malagrotta – sostiene la rappresentante USB - stia facendo emergere le criticità strutturali e organizzative degli impianti AMA affidati ad una gestione sciatta e improvvisata, con conseguente ricaduta sulle condizioni lavorative degli operatori, sulla sicurezza e tutela della loro salute.
Trasmetteremo a breve una relazione dettagliata al nuovo AD, al Sindaco e all’Assessore all’Ambiente – conclude Pascucci – per sollecitare un intervento urgente e il ripristino delle norme a tutela dei lavoratori.
Roma, 7 febbraio 2014
giovedì 16 gennaio 2014
22:24:00
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Oggetto:
Comunicato dei lavoratori dell’impianto TMB di Via Salaria 9
dicembre 2013.
In
riferimento al comunicato in oggetto, che si allega in copia alla
presente, la scrivente O.S. intende sostenere la denuncia dei
lavoratori del TMB di Via Salaria, che purtroppo, dobbiamo
constatare, ha anticipato di poco il grave incidente mortale di cui
è stato vittima un dipendente di una ditta esterna che operava
all’interno dello stabilimento. Peraltro analoghe segnalazioni ci
pervengono anche dagli operatori degli impianti di Rocca Cencia e di
Via Laurentina.
È
evidente come l’avvio spinto della raccolta differenziata,
contemporaneamente alla chiusura del sito di Malagrotta, stia facendo
emergere le criticità strutturali e organizzative degli impianti AMA
di riciclaggio e smaltimento, con conseguente ricaduta sulle
condizioni lavorative degli operatori, sulla sicurezza e tutela della
loro salute.
L’importanza
strategica che in questa fase di emergenza ambientale assume la
gestione dell’intero ciclo dei rifiuti, anche in prospettiva di un
futuro e serio piano industriale, non può essere affidata ad una
gestione sciatta e improvvisata, ma neppure alla sola buona volontà
dei lavoratori che assumono mansioni e prestazioni non dovute e tanto
meno remunerate.
Alla luce di quanto
esposto siamo a chiedervi un incontro urgente per sottoporre
all’attenzione delle SS. VV. prioritariamente le seguenti
problematiche:
- Messa in sicurezza delle aree di lavoro all’interno degli impianti e verifica di tutti i dispositivi preposti alla salvaguardia della salute dei lavoratori.
- Verifica delle mansioni e adeguamento dei relativi livelli.
- Trattamento economico e professionale equiparato per tutti gli stabilimenti AMA.
Restiamo in
attesa di sollecito e positivo riscontro, inviando distinti saluti.
Roma, 10 gennaio
2013
RSU USB
AMA
Maurizio
Ambrosi, Giovanni Belluomo
martedì 7 gennaio 2014
Marino e l’AMA: il dito e la luna!
22:41:00
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Lettera
aperta al Sindaco Marino
Sindaco,
i
lavoratori dell’AMA e i cittadini romani avrebbero meritato di
ricevere da Lei un augurio diverso dall’ennesimo proclama e
dichiarazione d’intenti.
Il
mare di rifiuti che durante le festività ha invaso Roma, non
rappresenta un fulmine a ciel sereno, ma l’apice di un disastro
annunciato i cui responsabili diretti sono il management dell’AMA,
ma anche la latitanza della giunta capitolina, che in questi sei mesi
ha continuato ad affidare il servizio all’incapacità gestionale di
una dirigenza da tempo compromessa. Sperpero di denaro pubblico,
affidamenti diretti al posto delle gare d’appalto come candidamente
confessato qualche giorno fa dal Direttore Fiscon (uomo per tutte le
stagioni, in AMA da oltre 20 anni), assunzioni pilotate di
amministrativi superpagati.
Azzerare
questa dirigenza avrebbe dovuto rappresentare una priorità per la
sua Giunta, ma evidentemente non sono bastati né il ritardo per
l’avvio della raccolta differenziata ad un anno e mezzo dal Patto
per Roma, né la gestione fallimentare della raccolta porta a porta
nel I municipio prima e nel IV poi, ma si è lasciato che gli
attuali vertici facessero partire il servizio porta a porta anche
nell’VIII e nel XII Municipio proprio a ridosso delle festività di
fine anno.
Da
mesi denunciamo l’improvvisazione con cui è stata avviato il
servizio PAP a Roma, a partire dal balletto di trasferimenti di oltre
1800 dipendenti iniziato a giugno e non ancora concluso, per
continuare con una organizzazione caotica, con mezzi insufficienti,
inadeguati e spesso fermi, con compattatori mai utilizzati, con gli
impianti tmb al collasso, con lo stabilimento multimateriale
laurentino ancora fermo, con quello di maccarese considerato
un’eccellenza nella produzione del compost, ma che oggi funziona
come stazione di trasferenza di organico inquinato.
Tutte
cose già note temiamo, e che comunque USB ha denunciato
all’Assessorato all’Ambiente e all’AMA anche lo scorso 20
dicembre.
Ma
con una organizzazione della raccolta e del ciclo dei rifiuti così
scadente non possiamo accettare che vengano attaccati gli operatori
dell’AMA, che insieme ai cittadini sono le vere vittime di questa
situazione, chiedendo che lavorino “365 giorni all’anno secondo
gli standard europei”. Perché, premesso il diritto inalienabile
alle ferie, gli operatori, gli autisti e il personale delle officine
durante le domeniche e i festivi vengono organizzati in base ad piano
ferie precedentemente concordato; perché sono stati assunti in AMA
negli ultimi sette anni centinaia di lavoratori con contratti
capestro che li costringono a lavorare tutte
le domeniche e i festivi senza percepire un adeguata indennità;
perché la compressione dei salari e le difficoltà economiche
spingono moltissimi lavoratori a lavorare volontariamente nei giorni
festivi.
Purtroppo
non basta la presenza dei lavoratori a risolvere l’emergenza
rifiuti se gli stabilimenti AMA sono pieni e insufficienti e quelli
privati nei festivi sono chiusi. Gli automezzi pesanti passano buona
parte del tempo in fila nelle discariche disponibili e moltissime
volte restano fermi e pieni, per cui gli operatori di zona lavorano
attorno a cassonetti e mezzi di raccolta che non possono essere
svuotati.
Possiamo
sacrificare le festività di tutti i lavoratori AMA e delle loro
famiglie, pagare le cooperative che utilizzano operatori sotto
ricatto con l’ordine di pulire e basta (sono loro nelle foto che
riprendono lo scarico della differenziata nell’indifferenziata), ma
non serve se il ciclo dei rifiuti è fermo a valle e a monte c’è
“chi rema contro”, come ha rilevato anche l’Assessore Marino.
Gli
operatori sono stati messi a svolgere il nuovo servizio PAP senza
alcuna formazione, ma è a loro che i cittadini si rivolgono per
colmare la mancanza di informazioni con cui affrontano la raccolta
differenziata. L’AMA è tristemente nota per l’alto numero di
provvedimenti disciplinari che adotta sugli operatori, sanzionati
anche se prendono un caffè o vanno al bagno. Un trattamento che però
non viene adottato
con tutti i dipendenti, perché quello della oscura e chiacchierata
gestione del personale è un
altro
dei problemi fondamentali di questa Azienda. La invitiamo Sindaco ad
andare a curiosare tra i candidati e gli eletti del nuovo cda
dell’IPA e delle RSU dell’AMA. Chissà se sarà stupito di
trovarvi dipendenti AMA attualmente indagati dalla Procura e dalla
Corte dei conti per danno erariale e abuso d’ufficio ai danni
dell’azienda e dei lavoratori e su cui non ci risulta l’AMA abbia
avviato alcuna inchiesta interna.
Insomma
Sindaco, mai come in questo caso fu più giusto il motto che vede il
pesce puzzare soprattutto dalla testa, e per questo siamo francamente
stanchi di vedere i lavoratori in pasto alla stampa e all’opinione
pubblica, è ingiusto, ma soprattutto è inutile e serve solo a
spostare l’attenzione dai veri problemi.
L’AMA
deve essere rilanciata, per noi attraverso la sua ripubblicizzazione.
Riteniamo necessari una nuova organizzazione del lavoro e un nuovo
piano industriale in cui abbia un ruolo centrale la raccolta
differenziata porta a porta, ma anche l’intero ciclo dei rifiuti
attraverso il potenziamento degli impianti e la costruzione di nuovi
per il recupero e il riciclo delle varie frazioni, a partire da
quelli urgenti per l’organico, la plastica, i metalli e il legno.
Bisogna
però ripartire da un progetto di servizio condiviso con i cittadini
e con i lavoratori nel rispetto delle necessità di tutti, e per
questo USB propone la costituzione di una Consulta
cittadina sui rifiuti
ai cui partecipino con le istituzioni interessate, i lavoratori e le
associazioni e i comitati dei cittadini.
L’AMA
può essere risanata, non sulla pelle dei lavoratori e degli abitanti
della capitale, ma tagliando gli sprechi a partire dalle consulenze,
dall’affare delle esternalizzazioni dei servizi, dalle spese per
l’affitto degli uffici della direzione, dalla riduzione del numero
dei dirigenti.
Ma
i romani hanno diritto ad avere un servizio di qualità e quindi
occorrono anche investimenti. I fondi europei che il Comune sarà
chiamato a gestire possono essere una risorsa, per difendere e
sviluppare i servizi pubblici della capitale, per rilanciare la buona
occupazione. Su questo tema USB terrà il prossimo 29 gennaio
un’Assemblea pubblica alla Regione Lazio alla quale siamo lieti di
invitarLa, per passare dalle dichiarazioni d’intenti alla ricerca
di soluzioni concrete e condivise, per cominciare a “guardare la
luna”!.
Roma,
4 gennaio 2013
p/
USB Roma e Lazio
Problematiche relative al servizio di raccolta differenziata. Ricadute sulla organizzazione e le condizioni di lavoro del personale AMA.
22:37:00
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ALL’ASSESSORE
ALL’AMBIENTE
DI
ROMA CAPITALE
AL DIRETTORE GENERALE DI
AMA
ROMA S.p.A
La scrivente O.S. intende evidenziare una serie di problemi e difficoltà che stanno affrontando gli operatori dell’AMA a seguito dell’attivazione del servizio di raccolta differenziata nella capitale.
Emerge
con evidenza un’organizzazione inadeguata ad una attività tanto
complessa, che vede la mancanza, a monte, di strutture che
consentano la gestione dell’intero ciclo dei rifiuti dalla
raccolta allo smaltimento.
Lo
stabilimento di Maccarese, considerato un’eccellenza nella
produzione di compost di ottima qualità, oggi ridotto a stazione per
il trasferimento dell’organico che dai mezzi dell’Ama viene
inviato nel nord dell’Italia; lo stabilimento di multimateriale di
Via Laurentina ancora inattivo dopo la fine dei lavori di risanamento
durati mesi; la mancanza di impianti per il trattamento di carta e
cartone sono solo alcuni degli esempi che evidenziano una
organizzazione aziendale che si rappresenta nei fatti analoga al
tanto vituperato e contrastato, prima fra tutti dalla scrivente,
progetto di scorporo dell’AMA. Poiché la vera risorsa economica
conseguente al ciclo virtuoso della raccolta differenziata, finisce
oggi nelle mani di imprenditori privati, spesso senza scrupoli, che
operano in stabilimenti privi delle più elementari norme per la
sicurezza e la salute dei lavoratori. Come nel caso della MA.RE. di
Via di Torre Spaccata, che per la selezione a mano utilizza
lavoratori, soprattutto immigrati, collocati dentro una buca per
avere gli avanbracci all’altezza del materiale differenziato spinto
da una pala meccanica. Dividono la carta dai rifiuti privi di
dispositivi di protezione (guanti, mascherine, occhiali).
Le
difficoltà e la mancanza di una corretta pianificazione
dell’attività partono però già dalla raccolta, che determina le
maggiori difficoltà nelle condizioni di lavoro degli operatori e nel
rapporto con i cittadini utenti di cui essi rappresentano il “front
line”.
Tutti
i servizi PAP nascono nella più completa confusione, carichi e tempi
di lavoro sono concepiti esclusivamente a “tavolino” e non
tengono conto dello stato e del numero dei mezzi, dell’orario di
lavoro e del traffico urbano.
Il
risultato è una complessiva irregolarità del servizio, utenze
scoperte e, nelle autorimesse, l’effettuazione di turni ordinari di
otto ore invece delle sei ore contrattuali.
L’utilizzo
di cassonetti per la raccolta dell’organico su strada, risulta
assolutamente fallimentare perché fornisce un prodotto inquinato a
causa della mancanza di informazione e controllo. Ciò avviene anche
nelle grosse utenze come ad esempio le caserme dove il controllo
dovrebbe essere invece più semplice.
Si
evidenzia ad esempio, che gli stabilimenti AMA di Tor Pagnotta e
Rocca Cencia, che hanno al loro interno autorimesse, bar, mense
aziendali e uffici annessi e sono localizzate nei municipi XII e VIII
dove è iniziato il PAP, non effettuano la raccolta differenziata.
Non
è stata prevista alcuna formazione per gli operatori, i quali si
ritrovano spesso ad assumere l’onere di rispondere e colmare la
mancanza di informazione dei cittadini.
Chi
dovrebbe avere il compito di informare e controllare, è convogliato
invece al controllo e al sanzionamento dei lavoratori, penalizzati
già dalla raccolta dei rifiuti sparsi in strada a causa dell’avvio
del PAP
La
scrivente O.S. esprime inoltre grande sconcerto per le modalità con
cui è stata attuata, per l’avvio della raccolta differenziata, la
mobilità di oltre 1800 dipendenti nell’arco di due giorni, che
oltre a produrre serie problematiche di distribuzione della dotazione
organica tra le diverse strutture aziendali, ha creato disagi e
discriminazioni lasciando mano libera alle consuete dinamiche
clientelari, che proliferano sempre in assenza di una puntuale
organizzazione, governata con regole certe ed efficaci.
Per
quanto su esposto e al fine di poter complessivamente affrontare
tutte le problematiche conseguenti l’avvio della raccolta
differenziata nel territorio della capitale, anche in previsione
dell’estensione del servizio in ulteriori zone della città, la
scrivente O.S. chiede l’apertura di uno specifico tavolo congiunto,
di cui si chiede all’Assessorato in indirizzo di farsi parte
dirigente e diligente.
Auspicando
un positivo e sollecito riscontro, si porgono distinti saluti.
Roma,
20 dicembre 2013
p/USB
esecutivo provinciale
domenica 1 dicembre 2013
RISULTATI ELEZIONI RSU 2013
12:43:00
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4 RSU e 1 RLSSA (AMA)
1 RSU e 1 RLSSA (AMA SI)
USB RIVENDICA CON ORGOGLIO QUESTA
VITTORIA, RAGGIUNTA SENZA SPAZI, ORE
E DISTACCHI SINDACALI E RINGRAZIA I
LAVORATORI CHE L’HANNO SOSTENUTA.
SI APRE UNA NUOVA PAGINA IN AMA, UN
SEGNALE DI CAMBIAMENTO SI FA STRADA
DOPO ANNI DI CLIENTELE, DIRITTI SVENDUTI
E PRIVILEGI PER ALCUNI.
SIAMO CONSAPEVOLI DI RAPPRESENTARE
LA PARTE BUONA DI QUESTA AZIENDA, E
CI IMPEGNEREMO AFFINCHE’ I DIRITTI DI
TUTTI SIANO TUTELATI E I LAVORATORI
RIACQUISTINO IL RUOLO CHE GLI SPETTA:
PROTAGONISTI NEL FUTURO DI AMA.
file RSU voti
file RSU preferenze
file RLSSA
1 RSU e 1 RLSSA (AMA SI)
USB RIVENDICA CON ORGOGLIO QUESTA
VITTORIA, RAGGIUNTA SENZA SPAZI, ORE
E DISTACCHI SINDACALI E RINGRAZIA I
LAVORATORI CHE L’HANNO SOSTENUTA.
SI APRE UNA NUOVA PAGINA IN AMA, UN
SEGNALE DI CAMBIAMENTO SI FA STRADA
DOPO ANNI DI CLIENTELE, DIRITTI SVENDUTI
E PRIVILEGI PER ALCUNI.
SIAMO CONSAPEVOLI DI RAPPRESENTARE
LA PARTE BUONA DI QUESTA AZIENDA, E
CI IMPEGNEREMO AFFINCHE’ I DIRITTI DI
TUTTI SIANO TUTELATI E I LAVORATORI
RIACQUISTINO IL RUOLO CHE GLI SPETTA:
PROTAGONISTI NEL FUTURO DI AMA.
file RSU voti
file RSU preferenze
file RLSSA
Risultati RSU SEGGI
CISL 2595 30
FIADEL 1341 15
CGIL 1015 12
UIL 578 7
USB 291 4
UGL 190 3
NULLE 232
BIANCHE 91
PREFERENZE:
BELLUOMO 58
SALERNO 34
AMBROSI 34
D'ANGELI 27
DEL DUCA 27
SCHIAVONI 21
SCARMOZZINO 21
Risultati RLSSA SEGGI
CISL 2195 2
FIADEL 906 1
CGIL 803 1
UIL 387 1
USB 265 1
UGL 201 0
NULLE 1225
BIANCHE 264
Di Perri Vinceno 102 voti
Risultati Ama SI
RSU SEGGI RLSSA SEGGI
CISL 58 3 CISL 51 1
FIADEL25 1 FIADEL 19 1
USB 24 1 USB 27 1
CGIL 19 1 CGIL 18 0
UIL 7 1 UIL 5 0
UGL 4 0 UGL 5 0
Manupelli maria Rita 21 voti RSU e 24 voti RLSSA
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